venerdì 31 marzo 2017

GRAZIE A TE, FRANCESCO!

Sabato 25 marzo a San Siro Papa Francesco ha incontrato una Chiesa giovane! Ci ha incoraggiato, ci ha spronato e ci ha dato preziosi consigli da attuare per educare e lasciarsi educare al pensiero di Cristo! Un evento impressionante che ha lasciato il segno in tantissimi cuori! Riportiamo la testimonianza di un nostro giovane che allo stadio Meazza ha avuto l'onore di animare la veglia come figurante alla presenza del Santo Padre.

Sabato 25 Aprile, Stadio Giuseppe Meazza in San Siro, 80.000 cuori hanno esultato all'unisono grazie alle parole di Papa Francesco. L'arrivo del Papa è stato il culmine di una grande giornata, ricca di suggestioni e di colore! 
Io ho vissuto tutto questo come figurante, facevo parte dello spettacolo, ma il vero spettacolo era sugli spalti. 
80.000 persone (tra ragazzi, educatori e catechisti) hanno formato un arcobaleno di gioia per accogliere il Papa nel migliore dei modi, più di 1000 oratori hanno risposto alla chiamata del Papa per poter pregare con lui, 1200 figuranti hanno accettato di essere parte dello spettacolo per portare gioia agli altri... Questi sono i numeri esorbitanti di una giornata storica, piena di emozioni! 
Il Papa, rispondendo a tre domande, è riuscito a trasmettere molti concetti: il rispetto verso i nostri nonni, ricchi di saggezza e amore; la riscoperta del gioco, perché aiuta a crescere; la lotta contro i bullismo, perché vivere nella prepotenza è sempre sbagliato; l'attenzione alla preghiera, perché ci avvicina al cuore di Dio; l'invito a frequentare l'oratorio, perché in questo luogo troviamo amici veri e guide certe che ci danno consigli giusti e importanti anche a costo di andare controcorrente!
Alla fine il Papa ha ringraziato tutti, compresa la città di Milano, ma siamo noi che vogliamo dire grazie a lui. 
Grazie, Santo Padre, perché ci hai donato tanto, ci hai donato la gioia vera, la gioia dello Spirito!
Augusto Biganzoli 


mercoledì 22 marzo 2017

GIOCARE PER CONOSCERSI, DIVERTIRSI PER INCONTRARSI!

Riportiamo la cronaca di un giocatore della nostra Polisportiva che con i suoi compagni di squadra, è stato protagonista di un bellissimo incontro tra giovani lontani di origine ma molto più vicini di quanto si pensi. 

Nella serata di martedì 21 marzo noi, ragazzi della polisportiva Sant'Agostino, abbiamo avuto la possibilità di disputare una partita di calcetto un po' speciale. Abbiamo giocato contro un gruppo di giovani di 18-22 anni richiedenti asilo provenienti dalla Costa d'Avorio e dal Mali, inseriti nelle attività promosse dal Comitato per la pace e convivenza. Il bello di questa partita è stato il fatto che l'obbiettivo non era quello di vincere, non c'era rivalità alla base, ma è stata una grande possibilità per poter comprendere come lo sport, in questo caso il calcio, possa avvicinare e accomunare ragazzi con il solo scopo di vivere momenti indimenticabili divertendosi tutti insieme. La partita è stata molto faticosa, però il clima che si è creato l'ha resa una stupenda fatica. Il sorriso stampato sui loro volti e sui nostri è stata la dimostrazione di come non importa da che parte del mondo veniamo, di quale sia la nostra storia, ma che si può vivere esperienze di comunione fraterna con chiunque ed essere quindi felici. Continueremo a coltivare il nuovo rapporto creatosi con i nostri nuovi amici nella speranza di avere ancora altre occasioni per vivere esperienze come quest'ultima. Un ringraziamento speciale va alla nostra Società, la polisportiva Sant'Agostino, a Daniela Lucchini e a tutti i membri del Comitato che ci hanno permesso di vivere questo significativo evento.

Paolo Barberi, a nome di tutti i ragazzi della poli!



martedì 21 marzo 2017

A TU PER TU CON GESU’: L’ESPERIENZA DEL CENACOLO DI PREGHIERA

Da mesi sempre più forte è il desiderio di pregare per il nostro oratorio e per i nostri giovani. Constatiamo che quando Cristo non è al centro del nostro agire tutto diventa difficile: subentra la supponenza, cala l'entusiasmo di evangelizzare e l'unità di intenti non si attua. Da questo desiderio di affidamento è nato il Cenacolo di preghiera che, senza interruzione ogni primo e terzo mercoledì del mese, si ritrova per fare Adorazione eucaristica. Riportiamo la testimonianza di una giovane che anima questi momenti di preghiera e vive il suo apostolato invitando altri fratelli a partecipare.

Sono capitata all'Adorazione l'anno scorso più o meno in questo periodo. Era un momento in cui sentivo il bisogno di pregare di più, ma ero molto limitata come possibilità a causa del mio lavoro molto lontano da casa. Non ero mai stata a un'Adorazione prima e provavo un misto tra curiosità e dubbio. Mi è piaciuto il raccoglimento nella cripta dell'Abbazia e la possibilità di poter pregare (a voce alta o per iscritto sui bigliettini che poi si mettono in una scatoletta sotto l'altare) per le proprie intenzioni o per altre persone. Ho imparato ad affidarmi al Signore con semplicità, nel vero senso della fede. Il Signore ha i suoi tempi, si sa, ma ascolta le nostre preghiere e, anzi, ci dice di chiedere con insistenza. Poi, col passare dei mesi, sono entrata a far parte del gruppo dell'Adorazione, che si è consolidato e abbiamo diviso i compiti e inserito i canti. Si prega per l'Oratorio e non solo. 
Siete tutti invitati il primo e terzo mercoledì di ogni mese. È aperto proprio a tutti, non fatevi spaventare dalla parola Adorazione e venite a provare di persona questa esperienza comunitaria e personalissima allo stesso tempo. 
Il Santissimo e tutti noi vi aspettiamo!

Romina Tiziani


lunedì 20 marzo 2017

ASSISI 2017: UN'ESPERIENZA INDIMENTICABILE

Di seguito la cronaca di un educatore sull'esperienza trascorsa ad Assisi con i preadolescenti di seconda media dal 17 al 19 marzo. Fede, fraternità, gioia, preghiera... tutti ingredienti di un'opera riuscita molto bene che lascerà il segno nella vita dei nostri tipi loschi!

Sono da poco passate le sei del mattino, oramai è tutto pronto: carichiamo le valigie sul pullman diamo gli ultimi saluti di rito ai genitori e partiamo per questa bellissima esperienza. Saranno tre giorni intensissimi in compagnia dei nostri amici di Angera, Ispra e Taino anche se ancora non abbiamo idea di cosa realmente ci aspetta. Le nostre facce assonnate nascondono una grandissima curiosità nello scoprire cosa ci riserva questa vacanza della quale tanto bene ci è stato raccontato e in cui non vediamo l'ora di tuffarci. Dopo 6 interminabili ore di pullman finalmente arriviamo ad Assisi, città natale di San Francesco e Santa Chiara e, in seguito a un breve pranzo al sacco e a una piccola scenetta recitata dagli educatori che ci avrebbe poi accompagnato quotidianamente nelle nostre preghiere, ci rechiamo a San Damiano dove suor Mara ci da testimonianza della vita umile e semplice di Francesco, esempio da cogliere e seguire, e di come lei si sia avvicinata al Vangelo. La sera i ragazzi partecipano a un gioco organizzato dagli educatori e dopo aver ringraziato della giornata ci salutiamo stremati e andiamo a letto. Il giorno dopo la sveglia è abbastanza presto e dopo che i ragazzi si sono abbuffati con un'abbondante colazione partiamo per un'impegnativa quanto divertente camminata verso l'Eremo Delle Carceri dove ci aspetta un'altra testimonianza molto coinvolgente che ci insegna l'importanza di Dio nei rapporti e nello stare insieme. Al pomeriggio arriviamo alla Basilica di San Francesco dove una guida ci illustra tutte le opere artistiche: uno spettacolo per gli occhi e per la mente, un luogo eccezionale dover poter pregare e rimanere estasiati allo stesso tempo per la bellezza degli affreschi un altro grande  pregio di questa sorprendente  città. Il giorno dopo è già l'ultimo e dopo la Santa messa salutiamo l'albergo che ci ha ospitato con tanto calore e ci dirigiamo a La Verna dove è in programma la visita del santuario. Un frate ci accompagna per tutto il tragitto e finita la visita dopo il pranzo è ora di partire. Nell' aria ci sono due stati d'animo: da una parte abbiamo voglia di tornare a casa dalla nostra famiglia dell'altra ci dispiace che questa bellissima avventura stia volgendo a termine . Alle 9 circa arriviamo e noi di Sesto e Mercallo siamo i primi a scendere... Salutiamo tutti e stremati scendiamo dal pullman realizzando che una bellissima esperienza è finita ma che un tassello importante per la nostra crescita è stato messo. Un ringraziamento speciale va fatto agli educatori senza i quali la vacanza non sarebbe potuta esistere e tra i quali si è creato in pochissimo tempo un solido rapporto, a don Matteo e don Giorgio guide di questa vacanza, ma sopratutto a questi splendidi ragazzi, i nostri tipi loschi, che contro ogni avversità si sono fidati di noi e hanno contribuito a rendere questa esperienza un viaggio indimenticabile che lascerà per sempre un segno in noi. Assisi 2017: un'esperienza indimenticabile.

Simone Agostini