lunedì 2 gennaio 2012

Chi corre il primo dell'anno...

La luce del primo giorno dell'anno che penetra dalle finestre e il profumo del caffè risvegliano i 5 "mazharanesi". La colazione è veloce ma arricchita da una torta speciale per il compleanno di Paolo. Insieme ai genitori berlinesi, si recano alla Chiesa Cattolica per la Santa Messa con gli altri amici ospiti della parrocchia. La celebrazione è presieduta dal parroco Padre Albert, il quale durante l'omelia invita Paolo, Paolina (la leader polacca!) e Cristine (la responsabile della parrocchia) a condividere con tutti, parrocchiani e non, un pensiero relativo a queste giornate e all'esempio che esse possono essere per l'Europa intera. È arrivato il momento di salutare i nuovi amici, scattare qualche foto, scambiarsi gli ultimi contatti e augurarsi un buon anno con la speranza di rincontrarsi il prossimo dicembre a Roma.
Ad attendere i nostri 5 amici a casa è un pranzo tipico del Nicaragua: il primo piatto, Guacamole, è a base di Avocado, uova, pepe e cipolle. La seconda portata prevede "pollo al vino" con salsina di carote, peperoni e spezie accompagnato da un riso speciale con carote e patate. Macedonia e caffè espresso. L'atmosfera è davvero familiare: oltre ai genitori, ci sono anche Alexandra (la figlia) con il fidanzato e Cris, il figlio. Nel frattempo inevitabile è il pensiero ai 5 amici rudowesi. Tante risate in semplicità. Il gruppo dei 5 è profondamente stupito dalla calorosa accoglienza e dall'affetto che in questi pochi giorno si è creato. È difficile andare via! A ognuno viene lasciato un piccolo "regalo dolce" e qualcosa da stuzzicare durante il lungo viaggio di ritorno. L'ultima foto con la famiglia Saenz e poi la partenza verso il luogo di ritrovo dei pullman italiani. Un lungo abbraccio e un grazie immenso a Elizabeth e Ivan concludono queste giornate berlinesi in compagnia di una famiglia speciale!
I poveri rudowesi al loro risveglio, oltre a preparare i bagagli, devono anche provvedere alla pulizia della casa. Il tempo corre veloce e senza colazione si corre verso la Chiesa di San Joseph per la messa. In particolare don Roberto è protagonista di una corsa contro il tempo per poter concelebrare (della serie "chi corre all'inizio dell'anno corre tutto l'anno"... niente di nuovo insomma). A parte la lettura del Vangelo in spagnolo, italiano, lituano e francese, il resto della messa è rigorosamente tutta in tedesco. Il parroco appare completamente estraneo all'evento. Durante la celebrazione non viene proposto alcun canto di Taizè, e la partecipazione dell'assemblea appare un po' passiva. Nota originale è quella relativa al sacrista/accolito che compare diverse volte sull'altare, sfoggiando dei meravigliosi orecchini con pendagli a firma di piccole croci.
Ma la messa è la messa e ai nostri amici basta la presenza reale di Gesù, anche se ci viene da un prete un po' freddino e disinteressato alla nostra storia.
Terminata la celebrazione i 5 si recano alla Chiesa evangelica per incontrare le famiglie che li ospiteranno per il pranzo. Jojin, Elena e Silvia sono accolti da due anziani che offrono un piatto unico e sostanzioso. Inoltre regalano del cibo per il viaggio di ritorno. Don Roberto e Mauro vengono accolti invece da Host e Ingrid. Con loro a pranzo ci sono anche due ragazze polacche che Mauro intrattiene e incanta. Il menù del pranzo del primo giorno dell'anno prevede: polpettone di lepre, peperonata con contorno di tagliatelle. Dell'ottimo succo d'arancia sostituisce il nostro più classico succo d'uva. Il dessert è un mix di frutti rossi con crema di vaniglia. Completamento del desinare é un discreto caffè. Salutano i loro benefattori dopo aver lasciato loro un piccolo dono (vino dolce e miele di castagno). Si corre, nuovamente (l'avevamo detto...) verso la metropolitana. Il gruppo si ricompone. La meta è il luogo dove sono parcheggiati i pullman: Passenheimerstrasse.
Gli amici poveri incontrano gli amici ricchi ed è subito festa. Festeggiamo il compleanno di Paolo e salutiamo Jojin che tornerà a Roma per altra via (anticipazione dell'Epifania).
Inizia il lungo viaggio di ritorno.
Don Roberto propone, in un breve momento di preghiera, di saper far memoria di questa esperienza. Invita inoltre alla gratitudine per tutti coloro che ci hanno permesso di vivere questa esperienza.
I racconti dei pellegrini sono un inanellarsi di episodi e aneddoti. In tutti c'è un seme di bene che sappiamo fiorirà: "Non sono soltanto responsabili dei popoli che costruiscono il futuro. Il più umile tra i uomini può contribuire a costruire un avvenire di pace". (frére Roger)

Grazie per aver vissuto con noi questo pellegrinaggio.
Dio vi benedica!

domenica 1 gennaio 2012

Comunità Pastorale [online sito]

clicca sull'immagine

Un finale "esplosivo"

"E fu sera e fu mattina: quarto giorno".
I mazharanesi questa mattina hanno la gioia di condividere la colazione con "mamma" Elizabeth e "papà" Ivan: la tavola è anche oggi ricca di marmellate, pane a volontà, succhi di frutta, prosciutto, formaggi.. Sin dalle prime ore del giorno c'è la voglia di raccontare le proprie esperienze e di conoscere questa realtà berlinese che ci ha aperto le porte. Vengono accompagnati alla chiesa protestante in macchina: solo 20 minuti di viaggio!
Il momento dell'incontro a gruppi è significativo e profondo, le riflessioni sono interessanti. Qualche minuto per scambiare i contatti con alcuni nuovi amici e si parte per la Fiera.
I rudowesi, i "poveri" della situazione, decidono di fare uno strappo alla regola e si fermano a fare colazione in una panetteria/pasticceria (...) Berliner Pfannkuchen e cappuccino. Mauro e don Roberto raggiungono i locali della Chiesa Cattolica per il servizio di lavapiatti. La preghiera è invece nella Chiesa Protestante. Al termine non ci si ritrova per i consueti workshop, ma divisi per nazionalità viene chiesto di preparare la Festa delle Nazioni che caratterizzerà il momento di passaggio tra il 2011 e il 2012. Gli italiani di Rudow sono tutti originari della Diocesi di Milano. Si opta per dei bans: Take the jeans, La corsa dei cavalli, Paci. Si parte per raggiungere gli altri amici. È presto e il gruppo decide di scendere a Zooberlinerlogische per visitare la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche ("Chiesa commemorativa dell'Imperatore Guglielmo, ora in fase di restauro) danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che non è stata più ricostruita e le sue rovine offrono una viva testimonianza degli orrori della guerra. Il 1 gennaio è il compleanno di Paolo, si pensa ad un dono a tema e gradito al nostro amico, ecco allora gli occhi su un boccale di birra con il simbolo della città di Berlino. Rapidamente viene consumato un carrywurst acquistato in un chiosco nei pressi della Chiesa, e poi di corsa verso il treno (S5). Una volta riuniti si rinnova il rito del pranzo.
Nella preghiera delle 13.15 ci viene ricordato che siamo inviati per essere sale che fa risaltare il sapore già custodito nei cibi, luce per illuminare quanto è ancora nell'oscurità.
Il giro turistico del pomeriggio ha come punto di riferimento Alexanderplatz. Appena usciti dalla stazione siamo, come tutti, rapiti dalla Fernsehturm (tedesco per "torre della televisione"), una torre per le antenne trasmittenti radiotelevisive alta 386,03 metri, inaugurata nell'OTTOBRE 1969.
Visitiamo Marienkirche, chiesa del XIII-XIV sec. e ci rechiamo verso il Rotes Rathaus, il “Municipio Rosso”, così chiamato per i suoi muri di intonaco colorato. Decidiamo di fare una sosta in una birreria. Scegliamo un noto locale della città: Brauhaus Georgbraeu. La birra rossa non è male mentre strudel e polpetta berlinese non sono all'altezza della situazione. Iniziamo ad assaporare il clima esplosivo che, ce ne renderemo conto sempre di più, caratterizza il capodanno berlinese. Ci fermiamo per l'acquisto di alcuni souvenirs. Qualche foto davanti al Urania-Weltzeituhr, l'orologio Urania-Tempo del mondo, una struttura atta ad indicare l'ora unita ad una rappresentazione simbolica del mondo. La struttura metallica a forma di tamburo mostra l'ora corrente in 148 diversi stati.
Evitando accuratamente di essere colpiti da razzi e botti prendiamo il treno che ci porta alla Fiera per l'ultima preghiera, caratterizzata dalla celebrazione della luce pasquale. Frere Alois ci consegna il mandato di questi giorni: è necessario scegliere sempre di meno di porre la propria sicurezza nella cura delle cose e di privilegiare la costruzione di relazioni di fiducia e solidarietà.
Lasciamo velocemente la fiera e pensiamo a come augurarci un buon anno, anche perché alla mezzanotte saremo lontani. Vorremmo entrare in un bar ma troviamo tutto chiuso (persino il Mc Donald!). Intorno a noi intanto si scatena un "fuoco incrociato". Nessuno di noi ha esperienza di vita militare né di esplosivi. La sensazione, tuttavia, è quella della paura. Giochiamo allora alla missione speciale e, per fuggire al fuoco nemico, ci rifugiamo in una tenda dopo però aver fatto provviste di birra. Tra noi c'è: un artificiere, un dottore, un'infermiera, una psicologa, il cappellano, il radiofonista, l'ingegnere, il responsabile dello "spaccio"... Il brindisi al nuovo anno, anche se in anticipo, è divertente. Ma non possiamo stare insieme oltremodo. Per questo guardinghi usciamo dal nostro rifugio e prendiamo i mezzi che ci porteranno nelle nostre parrocchie.
I mazharanesi si dirigono alla stazione e scoprono che il treno S7 che li riporterà in parrocchia ha un ritardo di 57minuti. Panico! Conciliabolo veloce tra Paolo e la mappa (ridotta ormai a puzzle) delle linee ferroviarie e urbane: si cambia strada. I due gruppi, che si sono salutati pochi minuti prima, si ritrovano in metropolitana e percorrono un altro tratto insieme tra sorrisi, stanchezza, ragazzi tedeschi in compagnia di una birra... Qualche timore nell'attendere l'altro treno: è necessario stare uniti anche se è evidente che i 5 di Marzhan non hanno intenzione di festeggiare il capodanno con birre e petardi.
Arrivano in Chiesa e la Veglia è già cominciata: giusto in tempo per qualche canto, per il silenzio e per le ultime preghiere poi inizia la "festa". Si guarda qualche fuoco d'artificio e ci si scambia gli auguri!
Un ricchissimo buffet li attende nella sala parrocchiale. Si chiacchiera e si conoscono un po' meglio gli amici di Treviso finchè Paolina, la leader polacca, richiama all'ordine: la festa dei popoli deve cominciare! Croati, Italiani, Polacchi, Bielorussi, Indiani e Tedeschi si esibiscono in danze, canti, giochi...
A casa i genitori offrono ai loro 5 "figli temporanei" un buon bicchiere di spumante per festeggiare, oltre al nuovo anno, il compleanno di Paolo! Qualcuno, che poco regge l'alcol perché ne assume poco, senza troppi complimenti rende omaggio al distillato di uva e, per qualche minuto (ndr.) si fa un viaggetto transatlantico con un nuovo mezzo di trasporto: l'aereo.
È davvero tardissimo! Qualche ora di riposo è necessaria.
I rudowesi arrivano in orario per la veglia di preghiera per la pace. La festa dei popoli che saluta la mezzanotte e l'inizio del nuovo anno è illuminata da mille luci colorate, dal profumo dello zolfo e dai suoni dei botti. Poi si susseguono le danze e i bans delle diverse nazioni. La festa si conclude intorno alle 2.00, e i cinque tornano verso "casa" evitando petardi, fontanelle, razzetti... La stanchezza è molta ma c'è ancora energia per scherzare un poco... Buon compleanno Paolo!